Mission

I nostri obiettivi

progetti saniatrio

Salute
Lavoro a maglia negli ospedali

progetti ricerca

Ricerca
Studio sui benefici del lavoro a maglia nei reparti di radioterapia

progetti protezione

Protezione ambiente
Recupero della lana che, se non recuperata, andrebbe bruciata, inquinando l’ambiente.

La Knitting Therapy come attività anti ansia per allontanare le tensioni causate dalla malattia!

CHI SIAMO 2

Il lavoro a maglia, recupero di antichi valori, ha oggi, secondo recenti dati, effetti positivi sulla salute: rende i dolori cronici più tollerabili, rafforza le difese immunitarie e soprattutto abbassa la tensione e lo stress favorendo un maggior benessere.
Nel contare le maglie la mente è concentrata su qualcosa di creativo, gratificante e la ritmicità del movimento crea un rilassamento sul fisico.

a biella (3)

Per mezzo del lavoro a maglia, con i gomitoli creati con lana autoctona italiana in eccedenza, un rifiuto speciale pressoché impossibile da smaltire perchè è vietato abbandonarlo nei campi o bruciarlo, si vuole contribuire al benessere di chi è colpito dalla malattia, in particolare nell’ambito delle patologie oncologiche, con progetti condivisi con Ospedali, Enti, Associazioni e Strutture che si occupano di salute.

Dal  recupero della lana alla salute

La lana delle pecore biellesi, come quella abruzzese, sarda e di altre regioni italiane, veniva un tempo filata quasi in ogni famiglia. Quella in esubero veniva usata per rendere più morbidi i materassi o per produrre oggetti in feltro, come calde pantofole.
L’abitudine alla lavorazione della lana è poi andata svanendo nel tempo, a fronte del diffondersi di una sempre maggior morbidezza e dell’incapacità di affrontare la relativa ruvidezza delle lane autoctone.

L’allevamento delle pecore, invece, ha subito addirittura un’accelerazione per l’accresciuta domanda di carne ovina, soprattutto da parte della crescente immigrazione di religione musulmana.
Ciò che un tempo per gli allevatori era considerata una ricchezza, la lana, è diventata oggi un costo. Infatti ad ogni primavera inoltrata le pecore devono essere tosate, ma il vello rasato non è più appetibile sul mercato e se non viene venduto è considerato dalla legge italiana un “rifiuto speciale”: il pastore non può abbandonarlo nei campi, pena l’inquinamento del suolo, né bruciarlo, pena l’inquinamento dell’aria. Il problema pare quindi non avere soluzione.

A queste difficoltà degli allevatori oggi gli specialisti dei relativi settori cercano di rivalutare la lana e produrre del materiale pregiato per lavorarlo ad arte.
Da oltre vent’anni esiste l’Agenzia Lane d’Italia costituita per promuovere l’utilizzo delle lane autoctone, che andrebbero vendute sottocosto per eccesso di disponibilità o distrutte poiché non ritenute idonee al mercato. Grazie all’opera dell’Agenzia si è riusciti a “reinventare” come utilizzare al meglio questo materiale.