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Dalla scrivania del Presidente: SI FA PRESTO A DIRE SOLIDALE.

Questa pandemia del coronavirus ci ha insegnato molte cose e altre ce ne insegnerà. Ma una in particolare riguarda noi di Gomitolorosa e ha a che vedere con il concetto di solidarietà. Un concetto che si era un po’ sbiadito negli ultimi tempi, sovrastato da un ritorno di vecchie idee cosiddette “sovraniste”, non solo da noi in Italia ma in diverse regioni d’Europa.

 

Il coronavirus, imprevisto, inatteso, quasi candido e ingenuo nel suo desiderio di stare con noi, veloce nel moltiplicarsi, sconosciuto agli scienziati, ha fatto saltare i piani di tutti. Chi diceva “prima noi” tenendo un rosario in mano si è trovato di colpo spiazzato: in effetti il virus ha proprio attaccato prima gli italiani, ma il rosario non è un vaccino e quindi i morti hanno cominciato a crescere e non hanno potuto neppure avere il funerale.

 

Ne è derivata quindi una solidarietà “creativa”, spontanea, senza rituali, fuori dalle chiese, dagli stadi, dai rotary clubs. Una solidarietà immediata, dai balconi, con la musica, con i whatsapp, con gli arcobaleni disegnati sui muri ma anche lavorati a maglia o all’uncinetto.

 

Le nostre scorte, qui nell’ufficio di via Barberini a Roma, se ne sono quasi tutte andate, non abbiamo più gomitoli di alcuni colori e il nostro fornitore, il Lanificio Piacenza di Pollone in provincia di Biella, ha dovuto chiudere temporaneamente e spera di recuperare gli arretrati nel mese di maggio.

La solidarietà di Gomitolorosa non si è mai interrotta per fortuna, e chiunque avesse comprato una delle nostre Love Box, ha approfittato del prolungarsi della quarantena per produrre le belle coperte esagonali che ci rendono subito riconoscibili e che continueremo a distribuire.

 

Come la solidarietà delle ceste di Napoli (chi ha doni, chi non ha prenda) che hanno incantato il mondo molto più dei proclami sulle migliaia di miliardi che si annunciano a pioggia e che si spera andranno davvero a destinazione.

Si fa presto a dire solidarietà, ma poi ci sono state le speculazioni sulle mascherine, le consulenze piovute dal cielo per andare in televisione a dire tutto e il contrario di tutto.

La solidarietà umana è un’altra cosa. In primo luogo è qualcosa che ci differenzia dagli animali, poi è un qualcosa che non delude mai, un segno di maturità e di civiltà, una iniezione di energia positiva in una società animata da uomini e donne che invece sono predisposti alla ricerca esclusiva del proprio tornaconto personale.

 

Riuscirà questo virus a farci migliorare? Lo speriamo tutti, ma non ci facciamo soverchie illusioni. La solidarietà non sboccia nelle menti e nei cuori delle persone nel giro di pochi giorni o settimane. Probabilmente solidali si nasce e non si diventa.

 

Alberto Costa

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