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NON ABBIAMO UN PIANETA B – Dalla rubrica del Presidente

Non sono riuscito a scoprire chi ha avuto questa geniale intuizione di giocare con le parole “piano” e “pianeta” partorendo la bellissima esclamazione: non abbiamo un pianeta B.

 

Eppure mi ha fatto molto riflettere e con il gran polverone della pandemia COVID 19 che comincia a diradarsi ho l’impressione che un po’ tutti cominciamo a vedere un quadro decisamente più chiaro della nostra realtà.

 

Succede così che noto cose che non avevo mai notato. Faccio la spesa in fretta come al solito e sopra pensiero e solo a casa mi accorgo che sul pacco di noci appena comprato c’è scritto “Provenienza: USA”. Mi prende un colpo. Quelle noci sono davvero state raccolte in un bosco del Colorado, impacchettate e caricate su un camion che le ha portate all’aeroporto di Denver, messe su un aereo che ha volato tutta la notte sull’Atlantico e che al mattino presto è atterrato a Roma dove un altro camion le aspettava per portarle a un centro di smistamento da dove i furgoni più piccoli le hanno consegnate al mio supermercato di quartiere? Davvero siamo arrivati a tanto? Continuo a pensarci mentre faccio due passi nel boschetto dietro casa (ho la fortuna di vivere fuori città) e mi prende un secondo colpo trovandomi di fronte a ben due alberi di noci! Dovremo raccoglierle fra qualche mese e mandarle in America?

 

Allora ho cominciato a stare più attento e così ho visto che anche i pistacchi che avevo comperato venivano da lontano. Dalla Spagna! Quanta strada hanno fatto in camion quei deliziosi frutti secchi per arrivare fino alla mia cucina? Siamo sicuri che magari negli stessi giorni un altro camion e rimorchio, carico di pistacchi di Bronte non si è fatto due giorni e due notti di strada per portare i frutti preziosi dalla Sicilia ai bar più eleganti di Madrid? Magari i due camionisti si conoscono e si sono salutati sui Pirenei: ciao! Cosa trasporti? Pistacchi spagnoli a Roma e tu? Pistacchi siciliani a Madrid. Ah bene, fino a che questi sono così pazzi almeno noi abbiamo un lavoro…

 

Sembra che il signor Larry Fink, amministratore delegato di Black Rock, il più grande fondo mondiale di investimento, abbia scoperto che “il rischio ambientale è un rischio di investimento”. Vuoi vedere che fra un po’ anche qualche capitalista comincerà a iscriversi a Legambiente? Ne sarà felice il nostro amico Stefano Ciafani, che di Legambiente è presidente.

 

Nel nostro piccolo, questo mese abbiamo fatto anche noi qualcosa di contagioso, molto meglio del coronavirus: a Cipro è nato “Roz Mallì”, una nuova associazione del tutto simile alla nostra, tanto che ci ha chiesto il permesso di adottare il logo che abbiamo da sempre. In greco Roz vuol dire rosa e Mallì (maglia) vuol dire gomitolo.

 

Ne parleremo il prossimo mese, ma intanto penso sia un buon segnale. Da oggi non tutta la lana delle pecore di Cipro (che fanno il delizioso latte del formaggio Hallumi) verrà bruciata o buttata: una parte diventerà gomitoli e sarà lavorata a maglia nel centro di senologia di Nicosia.

 

Piccole cose, direte, ma tutto aiuta. Perché appunto non abbiamo un Pianeta B.

Alberto Costa

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