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Un anno di Lanaterapia al Centro Oncologico Modenese

Il Centro Oncologico Modenese (COM), in collaborazione con l’Associazione Angela Serra ODV, ha avviato con successo il progetto “COMitolo rosa“, l’iniziativa che introduce la LANATERAPIA di Gomitolorosa all’interno delle sale d’attesa e dei reparti di Oncologia ed Ematologia. L’obiettivo principale è trasformare i tempi morti delle terapie in momenti di condivisione, rilassamento e resilienza.

Ringraziamo di cuore la volontaria Gomitolorosa, Raffella Petrucci che si è presa in carico l’attività di supporto del lavoro all’uncinetto da svolgere all’interno del COM, e condividiamo le sue parole: “Che dire del progetto intrapreso presso il COM? Per me è stato, e continuerà a essere, un immenso successo. Siamo riusciti a entrare nel mondo della scienza medica con un’iniziativa che, pur non avendo a che fare con la medicina ufficiale, aiuta le pazienti nei momenti di crisi, forse a volte persino più delle cure tradizionali. La Lanaterapia è un progetto che ritengo perfetto per aprire nuovi orizzonti. La malattia, si sa, incupisce i pensieri; ti chiude in un involucro delicato e fragile che fa da barriera contro il mondo esterno. Tuttavia, basta un kit di Gomitolorosa per rompere quel muro e allontanare i pensieri negativi”.

Raffaella Volontaria GR

Lavorare a maglia o all’uncinetto non è un semplice passatempo, ma un vero e proprio strumento integrativo del percorso di cura. A confermarlo non sono solo le testimonianze dirette, ma la solida ricerca scientifica sui “Correlati Neurologici del lavoro a maglia” condotta in collaborazione con la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.

Attraverso studi approfonditi basati sulla registrazione dell’attività cerebrale tramite elettroencefalogramma (EEG), la ricerca ha dimostrato scientificamente che l’attività del tricot offre straordinari benefici psicofisici, tra i quali: Un cervello più attento e focalizzato – I dati EEG evidenziano come il lavoro a maglia potenzi in modo significativo i livelli di attenzione. Agisce sulla mente con dinamiche del tutto simili a quelle della meditazione e della mindfulness. Riduzione dello stress – I movimenti ritmici e ripetitivi dei ferri abbassano i livelli di cortisolo e stimolano la produzione di serotonina.

Controllo dell’ansia – Concentrarsi sui punti della maglia distoglie la mente dalle preoccupazioni legate alle terapie e riduce la percezione del dolore cronico. Esercizio della motricità fine – Muovere le mani contrasta la rigidità articolare causata dai farmaci o da patologie concomitanti. Umanizzazione e socialità – Lavorare insieme favorisce la nascita di nuove relazioni tra pazienti, attenuando il senso di isolamento tipico del percorso ospedaliero.

I vantaggi del progetto di LANATERAPIA per i pazienti si riflettono positivamente anche sul lavoro dei medici e del personale sanitario della struttura. L’introduzione della lanaterapia crea infatti le condizioni ideali per una gestione clinica più efficiente: Pazienti più calme e collaborative – La riduzione dell’ansia pre-trattamento stabilizza i parametri biologici, facilitando la somministrazione delle cure. Attenzione e allerta costante – A differenza della passività indotta dagli schermi di smartphone o tv, il lavoro a maglia stimola i processi cognitivi, mantenendo le pazienti reattive. Migliore aderenza terapeutica – Un clima ospedaliero più sereno e umano aumenta la fiducia nel percorso terapeutico e migliora la comunicazione medico-paziente.

Vi riportiamo il punto di vista dell’Equipe Medica del COM: “l lavoro manuale, in particolare il lavoro a maglia – sottolineano i professori Massimo Dominici e Mario Luppi – ha benefici documentati scientificamente e portarlo all’interno del nostro spazio di vita lavorativa rende l’ambiente più umano e vicino a casa.” “Ho un caro ricordo personale di mia nonna Natalina che lavorava a maglia e rivedere i gomitoli mi riporta al profumo e al pensiero di casa”, aggiunge il professor Dominici, Direttore dell’Oncologia Medica. “Il nostro obiettivo è migliorare le cure per i pazienti attraverso la ricerca scientifica, senza mai dimenticare la dimensione umana dell’assistenza”.

Il professor Luppi Direttore dell’Ematologia evidenzia invece il valore simbolico del progetto: “La scelta dell’esagono è particolarmente significativa. Questa forma richiama l’idea di perfezione e il fatto che il lavoro di tante persone possa unirsi in un unico manufatto ci avvicina gli uni agli altri, rendendoci partecipi di un grande messaggio di condivisione”.

“Questo progetto di umanizzazione delle cure – spiega Ilenia Doronzo Coordinatrice dei Progetti di Umanizzazione delle Cure dell’AOU di Modena – ci invita a pensare in modo circolare, cercando di rispondere non soltanto ai bisogni biologici legati alla malattia, ma anche a quelli psicologici e sociali della persona. È un progetto circolare perché coinvolge l’intera équipe – direttori, medici, infermieri, volontari, pazienti e famigliari e perché la lana utilizzata proviene da materiali recuperati e valorizzati attraverso i kit distribuiti”. Anche l’oncologa referente del progetto, Cinzia Baldessari, sottolinea il valore dell’iniziativa: “Le prime borse sono state donate alle pazienti dimesse in prossimità delle festività. È stato emozionante vedere la gioia sia di chi donava sia di chi riceveva. Incontro a volte nelle corsie alcune pazienti che utilizzano le borsine appese alla flebo per trasportare i propri oggetti personali: un gesto semplice, ma ricco di significato.”

Borse Manufatto COMitolo rosa
Kit personale lanaterapia

Grazie ai KIT PERSONALI PER PRATICARE LA LANATERAPIA forniti da Gomitolorosa, sostenuti in parte anche dall’Associazione Angela Serra ODV, ogni paziente riceve ferri e filati per mettersi subito all’opera durante le attese o nel corso delle infusioni. I piccoli manufatti realizzati diventeranno poi simboli di solidarietà e vicinanza per l’intera comunità ospedaliera.

L’Associazione Angela Serra ODV per la Ricerca sul Cancro, fondata a Modena nel 1987 in memoria di una giovane dottoressa scomparsa prematuramente, è da quasi quarant’anni un pilastro fondamentale nella lotta contro i tumori. L’associazione non solo ha ideato e finanziato la storica realizzazione dello stesso Centro Oncologico Modenese, ma continua a sostenere attivamente la sanità pubblica attraverso il finanziamento alla ricerca, l’Umanizzazione delle cure, Servizi gratuiti al paziente.

Abbiamo accolto con piacere l’invito dell’AOU di Modena – racconta Giovanna Gregori, Responsabile della sezione modenese dell’Associazione Angela Serra, insieme alle colleghe Francesca Cobianchi, Adelaide, Silvia e Athina – e ci siamo impegnate per offrire un sostegno concreto al progetto. Con l’oncologa referente del progetto coordiniamo un gruppo di volontarie dell’Associazione Angela Serra, della LILT e del Cesto di Ciliegie, in un’iniziativa che incarna pienamente il concetto di prendersi cura, rivolto sia ai pazienti sia ai caregiver”.

Particolarmente significativo è il messaggio lasciato da una paziente: “Ciao, mi è piaciuto molto partecipare a questo vostro progetto per vari motivi: mi piace avere mani e testa impegnate per un progetto comune, faccio, prima più attivamente, ora purtroppo meno volontariato con associazioni presenti nel paese in cui vivo. Mi fa piacere essere partecipe di un progetto allargato dove tante persone hanno un fine condiviso. Grazie per la compartecipazione ed auguri per i risultati. L’Unione di un fine comune è sempre vincente”.

Un ringraziamento speciale va a tutti i medici, agli infermieri e ai volontari che hanno accolto a braccia aperte questa iniziativa, dimostrando ancora una volta che la cura del paziente passa anche attraverso i piccoli, grandissimi gesti di attenzione quotidiana.